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Parco Villa Fontedamo e’ un luogo dove storia, natura e architettura convivono da oltre quattro secoli, immerso nei rilievi a nord della strada Clementina, a Jesi.

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LA NASCITA DI

UNA DIMORA

Villa Fontedamo (o Villa Baldeschi Balleani), sorge su un rilievo a nord della strada Clementina a Jesi ed è proprietà della famiglia Balleani dal 1612. Nei primi del ’900 passò in eredità al Conte Aurelio Baldeschi Guglielmi Balleani. Nato come fondo rurale con dimora padronale e una chiesa dedicata a San Gaetano (1745), il complesso fu trasformato nel 1842, quando il Conte Aurelio Guglielmi Balleani vi installò una delle prime filande della città.

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DALLA FILANDA
ALLA RESIDENZA

Solo in seguito la struttura fu trasformata nell’elegante residenza giunta fino ai giorni nostri. I lavori di ristrutturazione furono diretti dall’architetto Giovanni Grilli e conclusi nel 1855, mentre la progettazione del parco venne affidata all’architetto fiorentino Giuseppe Nutini.

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curiosità...

IL 22 OTTOBRE A FONTEDAMO

Fontedamo O Fontadamo o anche Fonte Adamo: così era ed è chiamata la contrada che prende il nome dalla villa dei conti Balleani sulla sinistra della statale per Ancona, all’altezza della zona industriale Zipa. Nella seconda metà dell’Ottocento e nei primi anni del Novecento, il 22 ottobre vi si tenevano due popolari manifestazioni: nella mattinata la Fiera di Fontedamo e nel pomeriggio la Festa di Fontedamo.

JESI E L'ORO DELLA SETA

Nelle Marche l’industria della seta è stata centrale nel sistema manifatturiero fino alla Prima guerra mondiale, con poli principali a Fossombrone, Jesi e Osimo. Jesi, detta la “piccola Milano”, era all’inizio del Novecento una città industrialmente avanzata, con numerose fabbriche. Il settore di punta era quello della seta, grazie alle filande industriali, tra cui quella fondata da Pasquale Mancini nel 1837 e la filanda dei Baldeschi Balleani, impiantata nel 1844 nella villa di Fontedamo.

LA SAGA DEI BALLEANI

Una delle maggiori famiglie nobili jesine, anticamente detta Baligani dal nome del capostipite Baligano. Feudatari di Montemarciano fino al 1306, ricchi e potenti, giunsero a Jesi verso la metà del XIII secolo. Furono protagonisti delle lotte politiche cittadine, schierati con la fazione ghibellina e in forte contrasto con le famiglie guelfe dei Simonetti e dei Bisaccioni. Nel 1282 riuscirono a impadronirsi della città, sottraendola per breve tempo all’autorità pontificia, ma furono presto scacciati. Superata la fase dei conflitti, i Baligani, divenuti Balleani, parteciparono al governo di Jesi per circa cinque secoli. La famiglia si estinse nel 1717 con il conte Nicolò Balleani, che lasciò l’eredità al conte Gaetano Guglielmi, unendo i due cognomi.

TACITO, UN MANOSCRITTO SALVATO

Il De Germania di Tacito, manoscritto di grande valore storico, fu custodito per secoli dalla famiglia Baldeschi Balleani nella villa di Fontedamo, presso Jesi. Negli anni Trenta il codice fu oggetto delle pressioni del regime nazista, in particolare di Himmler, ma non venne mai ceduto. Dopo essere stato nascosto durante l’occupazione e danneggiato dall’alluvione di Firenze del 1966, il manoscritto fu restaurato e donato allo Stato italiano. Dal 1994 è a Roma nella biblioteca centrale.

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TRA ALBERI MONUMENTALI E SENTIERI

Il parco, dal carattere spontaneo, è caratterizzato da alberi imponenti ad alto fusto e da un giardino impreziosito da specie rare ed esotiche, disposte secondo criteri compositivi del gusto romantico dell’epoca. L’intera area è attraversata da un articolato sistema di viali e sentieri.

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IL VIALE DELLE CARROZZE

Il cosiddetto Viale delle Carrozze, che ha origine dal cancello principale — elemento autentico risalente alla realizzazione del parco — conduce sino al grande cedro, piantato nel 1936 in occasione della nascita di Ludovico, primogenito maschio di Aurelio, e situato di fronte all’ingresso della Villa. A metà del viale, sulla destra, si trova un elegante gazebo in ferro, anch’esso autentico e coevo alla costruzione della Villa. 

IL LAGO DEI CIGNI MISTERIOSI 

Da un sentiero conduce al Viale di Sotto, che costeggia il limite del parco fino al cosiddetto “Lago dei cigni misteriosi”. Tale nome deriva dall’usanza, divenuta quasi leggendaria, di liberare periodicamente alcuni cigni nelle sue acque, i quali tuttavia scomparivano puntualmente.

Il lago è interamente percorribile lungo la sua circonferenza grazie a un sentiero perimetrale, dal quale è possibile ammirare l’isoletta centrale, collegata alla riva mediante un ponticello in ferro battuto. Proseguendo, il viale assume la denominazione di Viale del Lago, che riconduce all’ingresso principale del parco.

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ELEGANZA

NEOCLASSICA

La villa invece presenta un impianto neoclassico, con pianta rettangolare, sviluppata su tre piani più un livello seminterrato ed un attico.  

La facciata principale, al piano terreno, si apre con un porticato sorretto da colonne doriche, al centro del quale sporge un protiro sovrastato da una balconata. Le finestre dei due ordini superiori includono, al piano nobile, decorazioni con timpani e mensole laterali. La copertura a padiglione è celata da un attico e si conclude con una balaustra a piccoli colonnini. Attualmente la villa è ancora residenza della famiglia proprietaria, ma non è accessibile al pubblico.

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Apertura
Visite

Le prenotazioni per le visite al parco saranno disponibili a partire dall’estate 2026.

Sarà possibile consultare le disponibilità e prenotare le visite direttamente sul nostro sito web, mentre la villa sarà accessibile esclusivamente per prenotazioni di eventi privati.

Parco

Villa Fontedamo

JESI

Parco della Villa Balleani

Via Ancona 104

50100, Jesi

 

Tel. (+ 39) 338 508 6470

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